La Casa Monzino venne fondata da Antonio Monzino verso il 1750 in Contrada della Dogana all'insegna della Sirena, nella casa 4037.
In quel laboratorio di idee e di studi applicati alla fabbricazione di strumenti di pregevole fattura, prese corpo anche una collezione tra le più importanti di strumenti a pizzico, sapientemente raccolti da chi conosceva il "mestiere" in modo profondo e riusciva per questo a valutare ciò che la perizia di alcuni aveva tramutato in opera d'arte.
Questa collezione, valorizzata dalla sua omogeneità, illustra in modo esauriente un lungo percorso organologico, presentando molte varietà di esemplari eseguite dagli stessi liutai, alcuni dei quali hanno avuto notevole rilievo nella storia della liuteria italiana dell'Ottocento e del primo Novecento.

Tra questi i fratelli Guadagnini, Riccardo Antoniazzi, Arnbrogio Sironi, Paolo De Barbieri, Severino Riva, Gennaro Marino, Innocente Rottola, Gennaro Fabbricatore, Giovanni Battista Fabbricatore, Erminio Farina, Luigi Galimberti, Luigi Baioni.La Collezione al Castello Sforzesco
Fanno parte della Collezione Monzino numerosi strumenti la cui data di fabbricazione si colloca tra la fine del Seicento e l'inizio dell'Ottocento; tra questi figurano un certo numero di chitarre tra cui una di un costruttore anonimo di scuola italiana databile alla fine del Seicento, un violino con etichetta Carlo Giuseppe Testore al segno dell' Aquila 1723 e un altro del figlio maggiore Carlo Antonio in Contrada Larga al segno dell'Aquila Milano 1750.